
Quale crisi?
E' in crisi il meccanismo di generazione della ricchezza, quel meccanismo che per potersi sostenere ha finito con il produrre lavoro precario, redditi insufficienti, relazioni umane lacerate, inquinamento; in ultimo, smentendo clamorosamente la sua mission, debito.
Un'economia delle diseconomie da revisionare, buttare o da sostituire?
Questo sarà il dilemma che assillerà il dibattito economico-politico dei prossimi tempi.
I tempi stringono però, occorre mettere pezze.
Una facile facile.
Se venisse riconosciuto alla pratica del consumare l'esercizio di lavoro si otterrebe un reddito; la sempiterna pratica del consumare renderebbe istituto il lavoro a tempo indeterminato, altro che precarietà.
L'etica del lavoro troverebbe il modo di fare i conti con l'ambiente; la solidarietà nelle relazioni di lavoro potrebbe mitigare le solitudini; con due redditi poi potremmo rimettere i nostri debiti e ricominciare daccapo.
Sarà pure una pezza, che pezza però!
Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org
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