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giovedì 10 maggio 2018

I GENITORI, GLI INSEGNANTI E IL DUE DI BRISCOLA


Nella Grecia antica c'era gente che meditava sul significato dell'esistenza. Lo facevano nelle scuole, alla tribuna, quancuno sotto un albero.
Molto tempo dopo, in ben altri luoghi, con ben altri modi di dire e modi per dirlo si misero a filosofeggiare pure quelli del "cosa/come/perchè"; lo dissero, ebbero ascolto.
I primi furono esiliati in ricetti a meditar se stessi, i secondi a generare senso fornendo significati a chicchessia; buoni per far fare la spesa.
I primi dicevano a gratis, i secondi dicono a fine di lucro, ma tant'è!
Nel tempo andato c'erano pure madri, padri e un sacco di figli; i figli avevano genitori che, armati dell'esperienza / di poca pazienza / una cinta e i precetti morali tramandati, incutevano rispetto.
Il resto del lavoro lo facevano i supplenti. Già, gli insegnanti sepevano quel che mancava di sapere per stare al mondo. Con in testa il programma ministeriale, sopra la predella, dietro la cattedra, davanti la lavagna e con il gesso in mano lo trasferivano a chi quello ancora non sapeva. La cosa incuteva rispetto; per guadagnare cotanto vantaggio i discenti li stavano a sentire, tant'è.
Quando arriva il tempo d'oggi, e siamo al digitale, in quel tempo senza tempo e spazio i nativi si emancipano, gli altri si attardano. Internet li smarca, i tutorial di You tube li mettono all'angolo; gli Smartphone li disabilitano.
Le competenze digitali sono un alfabeto senza il quale diventa complicato insegnare a leggere, scrivere, far di conto e farsi dar retta; proprio là, dove lo stringare semplifica la vita.
Già, quando i discepoli con i 280 caratteri di Twitter quella vita l'apprendono o la raccontano come fosse un codice binario*, aivoglia a dir di più. Pure l'attenzione, striminzita dagli spot, non può far di più, altrimenti....che barba!
Ecco, agli attardati digitali accade questo: obsoleti!
"Sistemi di comunicazione" andati a male; mortificati nel ruolo, indipercuiposcia, nel remunero!
Vengono picchiati dai Genitori perchè hanno guardato storto quei loro figli che se ne fregano delle lezioni.
Giust'appunto Genitori degenerati, di figli celibi e alunni sincretici... peggio che andar di notte; anch'essi obsoleti, tanto quanto un megafono.
Essì, in un mondo dove tutto è sempre nuovo di zecca non conta l'esperienza, anzi zavorra.
Nel tempo del nihilismo compiuto i precetti te li sbatti; in quello del "se mi tocchi ti denuncio"con la cinta ti ci impicchi!
Tutt'alpiù parenti, che stanno chiusi in case dove le emoticon hanno preso il posto delle emozioni; il remoto sta più vicino del prossimo asserragliato dietro Password inviolabili e Pin indecifrabili.
Gente stremata insomma e senza alcun credito che tenta di ri-accreditarsi con la prole, screditando a botte quelli già, per altre vie, ampiamente screditati.
Essì, va così!

Beh, ciò detto divaghiamo, faccendo quattro conti.
Che tra i vecchi e i nuovi filosofi i primi si lagnino, i secondi intaschino risulta noto. Che il credito, per aver tappezzato il mondo di pubblicità paghi, pure!
Già, ma...se per generare ricchezza occorre far la spesa e più se ne fa più si avrà, chi cacchio la farà?
I Genitori, con quel che di questi tempi passa il convento?
I figli, con le paghette e/o i lavoretti?
Quegli Insegnanti dal credito in discesa e i portafogli pure?
Se tanto ci da' tanto... vuoi vedere che tutta 'sta reclame te la sbatti... vuoi vedere che toccherà rivedere il merito di credito pure da 'sti nuovi filosofi del lucro?

* Bello/brutto, buono/cattivo, alto/basso, rosso/nero, ragione/torto .....

Mauro Artibani, l'Economaio

martedì 24 novembre 2015

RINUNCIANO ALL'IO PER UN DIO

Seppelliti i morti, versate le lacrime, bombardate le basi dell'Isis, mentre nel il ciclone parigino i vessilli laceri che chiamano alle armi tornano a garrire: la guerra di religione, lo scontro di civiltà, persino le invasioni barbariche.
Con la paura si tenta di esorcizzare la paura di quelli che erano allo stadio, al teatro, al ristorante. La Gente, non le istituzioni, i simboli, le chiese, La gente in giro.
Già, e chi sono i terroristi? Azzardo: l'Isis o quei sei franco-belgi che hanno sparato, magari i tremila Foreign Fighters europei che potrebbero farlo, Gente in giro pure questa?
Gente, magari poco illuminata dai "lumi", che sta tra la gente. Tra quella gente che fa e disfa, si lagna e si svaga, spende e spande, prega e impreca. "Rapper", come uno dei terroristi. Genti, insomma, prima laiche poi laicizzate con la sottrazione progressiva delle regole. Tutte!
Normali senza norma.
Senza farla troppo lunga, si comincia con l'Illuminismo che istituisce un Io distinto da Dio. Una rivoluzione antropologica insomma, seguita poi da quella industriale e quella politica che, insieme, costituiscono il libero mercato. Ci vanno le imprese a vendere e gli "Io" ad acquistare per soddifare i bisogni. Poi quel tempo passa e ripassa fino a soddisfare i bisogni. Credete sia finita quì?
Nienteaffatto, In quel mercato, sempre aperto, s'ha da andare a fare la spesa per fare la crescita economica, senza se, senza ma: un obbligo da esercitare a tempo pieno!*
Questo il prezzo pagato al vantaggio dell'agio economico. In un occidente che si fa mercato, dove Gordon Gekko scorge solo avidità, quell'io tracolla in un quotidiano fare, senz'anima.
Già, un occidente abitato da gente, bella e senz'anima.
Non tutti belli invero, ci stanno pure quelli brutti, sporchi e cattivi. Quelli che, per ritrovare l'anima ed il senso, cercano l'assoluto rinunciando all'io per un Dio.
Quell'assoluto che sta nel paradiso promesso dall'Islam, come nei "paradisi artificiali" promessi ai tanti, troppi adepti di "maria". Quello stesso paradiso pagato invece dall'Isis in cambio di quelle vite strappate; non quello invece "perduto" da un laicizzato Occidente.
Allora, che guerra sia! Contro quell'esercito di 31000 armati dell'Isis, come stima la CIA, si potrà fare e vincere, non altrettanto facile sarà far vincere la vita.
Essì, il nostro stile di vita, quella vita spesa a fare la spesa, più che d'intelligence ha bisogno d'intelligenza, per rassodarlo con idonee flebo di senso ed un'anima.

*Obbligo a cui solerti pubblicitari, in assenza dei filosofi, si incaricano di attribuire senso.
Senso compiuto a fini di lucro.

Mauro Artibani