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lunedì 1 dicembre 2008

CONSUMATORI, HA RAGIONE IL PREMIER BERLUSCONI: CACCHIO !


Essì, questa volta ha proprio ragione Berlusconi.
«E' sui consumatori che dobbiamo fare leva perché le dimensioni della crisi dell'economia reale non siano estreme - dice il Premier- Solo questo può fermare un circolo vizioso che va interrotto con forti iniezioni di speranza e fiducia, guardando in faccia la realtà, come noi stiamo facendo. Lo abbiamo detto più volte che in Italia per le banche non cambia niente, per gli imprenditori neppure, perché hanno la liquidità per intraprendere. La profondità della crisi è quindi determinata dai consumatori. Noi saremo arbitri della nostra fortuna. Se le famiglie cambiano lo stile di vita e si lasciano contagiare dall'idea della catastrofe e della crisi, si cominciano a comprare meno auto, meno elettrodomestici, si riducono i consumi e le imprese si trovano a produrre meno, a dover mettere i propri collaboratori in cassa integrazione. Così questi ultimi potranno consumare meno e ci troveremo in una crisi.”
Ve lo giuro non avrei mai osato sperare tanta considerazione nei nostri confronti: ci ha promosso sul campo.
Nei meandri di cotanto dichiarare però dobbiamo raccapezzarci.
Sfrondiamo i sostantivi, togliamo l’enfasi e gli aggettivi dell’esercizio retorico e vediamo cosa resta: LA CRESCITA ECONOMICA RENDE L’ESERCIZIO DEL CONSUMO INDIFFERIBILE. Tutto qui.
Proprio quanto vanno ripetendo da illo tempore i Professional Consumers.
C’è un però, però: se quella pratica si fa indifferibile diviene, che lo si voglia o no, un Lavoro.
Reclamare un Reddito si può, si deve.
Altro che sussidi, social card, bonus e credito.
Essì Premier mio, se spera di ringalluzzire la speranza e la fiducia degli italiani mediante sussidi questa volta mi deprimo.
Se invece, come lei candidamente confessa, in Italia c’è chi ha la liquidità per intraprendere, rischiando, magari, di non poterlo fare, beh allora a quegli intraprendenti dei consumatori basta riversare parte di quella liquidità, sotto forma di reddito per il lavoro di consumo da svolgere, ed op: fiducia alle stelle e speranza.
Si, speranza in un futuro radioso.
Che ne dice Premier ?

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org

giovedì 2 ottobre 2008

BASTA CON IL DEBITO DI SUSSIDIO AL CONSUMO


C’era una volta il 2001.
Annus horribilis : fine dell’innocenza e del sogno dell’immortalità per le famiglie americane.
Il Consumatore USA con redditi insufficienti, risparmi allo stremo, debiti fuori controllo si aggirava annichilito tra quelle macerie. Depresso.
Buio pesto.
Altro che crescita economica: recessione!
Un mare di liquidità potè tener testa alla sfiducia.
Debito insomma: Sussidio al consumo.
Su quelle macerie si edificò un business immobiliare, alimentato oltre misura, per fornire altro sussidio al consumo.
Tutto bene.
Cresceva il valore delle case, con il meccanismo dei rifinanziamenti veniva elargito altro sussidio per gli acquisti, poi…sboomm!
Daccapo a dodici: ancor più indebitati e la liquidità prosciugata.
E siamo ai giorni nostri.
Per mettere una pezza Bush “inventa” i rimborsi fiscali: altro sussidio, sotto mentite spoglie però.
Per un po’ funziona poi vengono al pettine nodi inestricabili, i meccanismi implodono, si chiudono i rubinetti del credito e…buonanotte ai suonatori.
Non si fa più credito nessuno; si paventa stagnazione, recessione, forsanche depressione.
Brrrrr……
Si ingegnano poderosi alambicchi. Apprendisti stregoni si danno da fare per ridare fiducia.
L’ultima alchimia: con il Piano Paulson si tenta di separare il grano dall’oglio ,il buono dal cattivo.
Divide et impera, insomma, per tornare a far scorrere il liquido monetario.
Tutto per fornire altri sussidi al consumo ed altro debito.
Ancora quel debito oltre misura, gravame che ingolfa il meccanismo: basta?
Basta!
Si, basta con i pannicelli caldi, basta con la finanza d’assalto, basta con l’ottusa idea che si possa dar sostegno alla crescita con il debito smisurato.
I redditi non ce la fanno a sostenere il consumo necessario alla crescita economica: questo il problema.
Problematiche quelle soluzioni che prevedono altro credito/debito; avvilente l’ipotesi del sussidio.
Ricominciamo daccapo.
Per garantire la crescita economica il consumare deve farsi pratica indifferibile: esercizio obbligato.
Un Lavoro quindi.
+ crescita + consumo = lavoro.
Un Reddito, che compensi il ruolo produttivo di questo esercizio, risulta possibile. Lecito.
Si può estrarre dagli extra profitti degli ultimi 20 anni scovati della B.R.I.
Reddito di Scopo per quella quota di consumo che eccede la capacità di spesa dei singoli.
Magari per dar sollievo a quegli individui ciccioni, compulsivi, spossati, stressati che popolano il mercato; per risarcire gli sprechi epperchenno, confortare le allucinate solitudini di chi garantisce quella stessa crescita economica.
Qui si colloca il nostro lavoro, proprio qui si producono quegli Utili che vanno redistribuiti.
Certo, ne soffriranno i titoli in Borsa. Potrà trovare sollievo il borsellino però; si troverà ringalluzzito il Risparmio buono per finanziare gli investimenti produttivi, per acquistare il deficit di bilancio Yankie, dare un ricostituente alle smagrite pensioni: un nuovo equilibrio per l’intero sistema insomma.
Altro che sussidi, altro che debito.

Mauro Artibani
www.professionalconsumer.splinder.com
www.professioneconsumatore.org