Ve lo giuro, sul loro sito sta scritto così:
"LAVORA CON NOI
Quando la passione per la ricerca scientifica incontra la propensione per la vendita,
nasce il nostro CANDIDATO IDEALE
Microtech Research Products è un’azienda fondata oltre 50 anni fa che attualmente, con i propri Agenti, opera in tutta Italia nel settore delle attività di fornitura di reagenti e strumentazioni dedicati alla ricerca scientifica. Le sue sedi sono a Pozzuoli (NA) e Milano.
Per esigenze di allargamento dell’organico all’interno della propria rete di vendita, Microtech ha aperto una selezione finalizzata al reclutamento di giovani Venditori tecnici laureati su tutto il territorio nazionale.
Questi che seguono sono i requisiti richiesti dall’azienda:
laurea in Biologia o Biotecnologie;
esperienza in laboratori di ricerca di biologia molecolare, cellulare, biochimica e/o genetica;
età non superiore a 36 anni (requisito preferenziale).
I Venditori selezionati si occuperanno di promuovere i prodotti dell’azienda presso laboratori di ricerca dei Dipartimenti universitari, incontrando i Ricercatori ed esponendo loro il catalogo.
Gli stessi devono recarsi ogni giorno in almeno 15 laboratori di ricerca dei diversi Dipartimenti Universitari.
L’azienda offre un iniziale contratto di collaborazione in prova di 6 mesi, rinnovabile per altri 6, per una retribuzione mensile di 600 euro. A seguito della prova, gli idonei potranno essere assunti regolarmente con contratto di lavoro come Agenti di commercio.
Per consultare maggiori informazioni e per inviare la propria candidatura all’azienda, si rimanda alla pagina Lavora con noi del sito web di Microtech , dove sarà possibile compilare l’apposito form per l’invio del cv."
Dunque cercano l'eccellenza del vigore fisico, la massima dotazione di capitale umano, unito ad un altrettanto capitale relazionale, per migliorare la produttività.
I cercati possono fare ancor di più per migliorare la produttività dell'intero sistema; essipperchè, mentre nel mio mondo d'allora c'era da spendere a malapena per i fichi secchi, nel loro di adesso tutto si è invece fatto merce, ancor più dotata di senso, da dover acquistare per far crescere l'economia.
Loro, non sanno resistere, obbediscono!
Si insomma questi giovani dispongono del massimo da dare nella produzione, altrettanto nella consumazione.
Beh, provare a far tutto questo con 600 euro al mese può forse consentire di far le nozze con i fichi secchi, non con i funghi!
Ehi di Microtech, se riuscirete a trovere i disposti, avrete migliorato l'impiego dei vostri input, l'intero sistema invece vedrà peggiorato quelli di output.
Prosit!
Mauro Artibani, l'economaio
https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_3_7?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=mauro+artibani&sprefix=mauro+a%2Caps%2C207&crid=E9J469DZF3RA
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mercoledì 23 gennaio 2019
CI RISIAMO, SI TENTA DI FAR LE NOZZE CON I FICHI SECCHI!
Ve lo giuro, sul loro sito sta scritto così:
"LAVORA CON NOI
Quando la passione per la ricerca scientifica incontra la propensione per la vendita,
nasce il nostro CANDIDATO IDEALE
Microtech Research Products è un’azienda fondata oltre 50 anni fa che attualmente, con i propri Agenti, opera in tutta Italia nel settore delle attività di fornitura di reagenti e strumentazioni dedicati alla ricerca scientifica. Le sue sedi sono a Pozzuoli (NA) e Milano.
Per esigenze di allargamento dell’organico all’interno della propria rete di vendita, Microtech ha aperto una selezione finalizzata al reclutamento di giovani Venditori tecnici laureati su tutto il territorio nazionale.
Questi che seguono sono i requisiti richiesti dall’azienda:
laurea in Biologia o Biotecnologie;
esperienza in laboratori di ricerca di biologia molecolare, cellulare, biochimica e/o genetica;
età non superiore a 36 anni (requisito preferenziale).
I Venditori selezionati si occuperanno di promuovere i prodotti dell’azienda presso laboratori di ricerca dei Dipartimenti universitari, incontrando i Ricercatori ed esponendo loro il catalogo.
Gli stessi devono recarsi ogni giorno in almeno 15 laboratori di ricerca dei diversi Dipartimenti Universitari.
L’azienda offre un iniziale contratto di collaborazione in prova di 6 mesi, rinnovabile per altri 6, per una retribuzione mensile di 600 euro. A seguito della prova, gli idonei potranno essere assunti regolarmente con contratto di lavoro come Agenti di commercio.
Per consultare maggiori informazioni e per inviare la propria candidatura all’azienda, si rimanda alla pagina Lavora con noi del sito web di Microtech , dove sarà possibile compilare l’apposito form per l’invio del cv."
Dunque cercano l'eccellenza del vigore fisico, la massima dotazione di capitale umano, unito ad un altrettanto capitale relazionale, per migliorare la produttività.
I cercati possono fare ancor di più per migliorare la produttività dell'intero sistema; essipperchè, mentre nel mio mondo d'allora c'era da spendere a malapena per i fichi secchi, nel loro di adesso tutto si è invece fatto merce, ancor più dotata di senso, da dover acquistare per far crescere l'economia.
Loro, non sanno resistere, obbediscono!
Si insomma questi giovani dispongono del massimo da dare nella produzione, altrettanto nella consumazione.
Beh, provare a far tutto questo con 600 euro al mese può forse consentire di far le nozze con i fichi secchi, non con i funghi!
Ehi di Microtech, se riuscirete a trovere i disposti, avrete migliorato l'impiego dei vostri input, l'intero sistema invece vedrà peggiorato quelli di output.
Prosit!
Mauro Artibani, l'economaio
https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_ss_i_3_7?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=mauro+artibani&sprefix=mauro+a%2Caps%2C207&crid=E9J469DZF3RA
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martedì 17 luglio 2018
IL GAP DELL'OUTPUT E IL PIL FASULLO
Mi venga un colpo! Per abbattere il gap
dell'output occorre adeguare il potere d'acquisto al fine di poter
smaltire quanto si è prodotto, così viene riportato il meccanismo
produttivo in equilibrio che, gira e rigira, genera tutta la
ricchezza possibile.
Ennò! Quelli dell'Output gap working
group*, una "Giuria" di giudiziosi che giudica ma non giura
sul giudicato, non ci stanno.
Tra il lusco e il brusco li senti
sussurrar: se tutti hanno venduto e tutti hanno acquistato non stiamo
nel migliore dei mondi possibili. Essipperchè, così si acquista
pure il vecchio, il malfatto, magari anche il più costoso. Così la
voglia di migliorare la produttività e la capacità competitiva
delle Imprese va a farsi friggere!
Okkei, siamo alle solite. D'accordo,
non mi sottraggo, ho in casa i Led come tutti ma.... l'emozione del
lume di candela, vuoi mettere... intriga e se smucinando nel
borsellino trovo un soldino la voglio e quella cera la piglio.
Intriga al tempo dell'Ikea, che ha
cambiato i connotati all'abitare, pure un mobile artigianale.
Intriga anche andare a cena "dar
bugliaccaro" pure dopo quel McDonald's che ha uniformato il
mangiare.
Ehivoi del calcolo esoterico, che
intendete misurare il divario della crescita, ce la farà il
miglioramento produttivo a braccetto della competitività di quelle
Imprese a tenere al massimo la produttività totale di capitale e
lavoro dell'intero sistema, se restan fuori quelle merci invise a
voi?
Orbene se, quel seduto su una sedia
impagliata mangiando casereccio al lume di candela, sembra ledere
l'assoluto "produttività/competitività", mi tocca
rammentare come non stia nella merce il valore ma nel lavorio, nei
bisogni, nelle voglie, nelle emozioni e nelle passioni di Tizio; nel
fare i conti poi tirar fuori il borsellino, infine spendere.
Giust'appunto, il valore non sta dentro
la merce; sta invece nella soddisfazione di quelle "voglie";
nell'esser scarse e che quello stesso tizio disponga del denaro
necessario per poterla acquistare. Valore, insomma, che si mostra
solo nel gesto del prezzo pagato.
Altro che il valore della produzione
potenziale; schiava del consumo potenziale che, suddito della spesa
potenziale, subisce il ricatto del potere d'acquisto reale. Già,
quel misero reale che resta in tasca quando le Imprese dopo aver
strizzato il Clup,** riducendo il lavoro e/o il salario,
trasferiscono la ricchezza, generata dalla spesa, per mal remunerare
i fattori della produzione.
Bella no?
Dunque, care Vestali dell'output per
ridurre quel gap e poter fare il "Pil massimo" non basta
ben produrre, s'ha da fare ben la spesa; per farla tocca avere in
tasca i denari sufficienti e, piaccia o meno, acquistare tutto quel
che passa il convento, magari disponendo, alla bisogna, in
portafoglio delle USUP. Si, quelle Unità di Spesa per Unità di
Prodotto.
Chi le paga? Beh, chi ha ancora in
magazzino scorte di quel "ben prodotto" e non vuole
svalutarle.
A meno che... non si voglia continuare
a surrogare il Pil con il debito. Quello complessivo globale ha
raggiunto 247 mila miliardi di dollari nel primo trimestre del 2018.
Lo riporta l'Institute of International Finance, precisando nel suo
Global Debt Monitor che l'incidenza dell'indebitamento totale
rispetto al Pil globale ha raggiunto il 318%.
*Quelli che sul loro sito scrivono:
"Il divario del PIL o l'output gap è la differenza tra
output potenziale e output effettivo. La produzione potenziale è il
livello di produzione che può essere raggiunto quando l'economia
funziona a piena capacità e i fattori di produzione sono quindi
utilizzati a livelli non inflazionistici."
** Clup: costo del
lavoro per unità di prodotto
Mauro
Artibani, l'economaio
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spesa
martedì 15 maggio 2018
I LAVORETTI, LE TASCHE VUOTE E.... CHI NE HA PIU', PIU' NE METTA!
Dunque, i bambini non lo sanno; gli
adulti lo intuiscono, gli economisti dovrebbero saperlo: Se si
ottimizza la produttività totale dei fattori ,viene azzerato il gap
dell'output*. La crescita economica si spinge al massimo; la
ricchezza generata pure!
Bene quei fattori erano, nell'economia
della produzione, il capitale ed il lavoro; in quella dei consumi
viene aggiunto l'esercizio di consumazione, che partecipa per i 2/3
alla combutta.
Bella no?
Bella quando la
manutenzione di piccoli giardini, lavori di traslochi, volantinaggio,
animatori, autisti, baby-sitter, badanti, camerieri e commessi,
corrieri in bici e tante altre piccole occupazioni compresi
sorveglianti in musei o fiere e pizzaioli si fanno con 592
mila addetti. Gente questa che, nel 2017, ha svolto un'attività
lavorativa nel nostro Paese per meno di 10 ore alla settimana. Di
questi, 389 mila hanno prestato servizio come dipendenti e gli altri
203 mila come lavoratori autonomi.
Questi 592 mila addetti, fa sapere
l'Ufficio studi della Cgia, sono persone impiegate in lavori
saltuari: 2 su 3 sono donne occupate, principalmente, nei servizi
alla persona, come domestiche, baby-sitter, badanti, o al servizio di
attività legate alla cura della persona (parrucchiere, estetiste,
centri benessere, etc.). Un altro comparto, dove si concentra
un'incidenza molto elevata di occupati saltuari, è
l'alberghiero-ristorazione e i servizi alle imprese.
Rispetto al 2007, il numero complessivo
dei lavoratori saltuari è aumentato del 20,3 per cento.
Et voilà, la gig economy! Qua, si
lavora on demand; solo quando c'è la necessità delle nostre
competenze e delle nostre abilità. Alcuni corrieri o i driver di
Uber, sono chiari esempi di figure professionali all'interno
della gig economy: il trionfo dei “lavoretti.”
Lavoretti, appunto, che hanno
consentito la produzione di beni e servizi che, per traformarsi in
ricchezza, devono essere acquistati magari proprio da chi, con i
lavoretti, ha guadagnato"quattro
spicci"!
Orbene, se la crescita si fa con la
spesa, non con la produzione nè con il lavoro, e mancano i denari
sufficienti per farla, la produttività di quei fattori collassa,
aumenta l'outgap, la crescita decresce, la ricchezza pure!
Fiuuuu!
Già, per riparare il danno si potrebbe
farla lunga, magari invocando che so... il salvifico moltiplicatore
keynesiano; pure un ulteriore ampliamento della politiche monetarie,
finanche il vincolare le paghe alla produttività, quell'in parte già
aumentata proprio con i lavoretti. Si può pure, però, farla breve;
come un twitt : Chi, con la vendita guadagna, paghi chi li fa
guadagnare!
*La differenza tra il prodotto interno
lordo effettivo e quello potenziale
Mauro
Artibani, l'Economaio
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giovedì 24 settembre 2015
IL MIGRANTE PUO' SANARE L' OUTPUT GAP
Ehi, ehi, la Terra tira il fiato: Negli
ultimi 25 anni il tasso di deforestazione globale si è ridotto di
oltre il 50%. Lo rivela il rapporto Fao 'The Global Forest Resources
Assessment 2015'.
Bene, quel "fattore produttivo"
che prima genera materia per fare merci, poi smaltisce il residuo di
quelle merci, sembra poter tornare a garantire capacità produttiva.
Fanno bene a questa terra i processi di
"terziarizzazione" dell'economia in atto.
Fanno bene pure alla produttività di
un altro fattore, il Capitale, sensibile ancor più all'automazione
dei processi anch'essi in atto.
Tra i fattori c'è pure il lavoro:
fatto utilizzando le tecnologie disponibili rende di più; esercitato
dagli "scolarizzati di massa", attrezzati di idoneo
capitale umano, ancor di più.
Con i giovani poi, allevati a fare la
spesa, fino agli anziani che allevati tardi non vogliono andarsene
perchè hanno molto ancora da recuperare : una cuccagna pure per la
produttività dell'ultimo tra i fattori della produzione, il consumo.
Ei, ei, così va tutto bene. Così va
al massimo la produttività totale del sistema economico.
Tanto che quando sembra aprirsi un gap,
quello dell'allungamento delle apettative di vita, nei conti del
sistema previdenziale, hop si trova la soluzione, forse due, tre,
quattro.
Leonid Bershidsky a Bloomberg dice che
per tenere in vita il sistema pensionistico, l’Europa avrà bisogno
di 42 milioni di nuove persone attive entro il 2020 e di oltre 250
milioni entro il 2060.
Detto, fatto: Invece che predisporre la
norma per la copula obbligatoria, le proposte del presidente della
Commissione europea, Jean-Claude Juncker, annunciano una svolta nelle
politiche europee dell’asilo.
Il vice-Merkel, Sigmar Gabriel, leader
della Spd fa di più, la trova:
"Ritengo che potremo certamente far fronte a qualcosa come mezzo milione di profughi per diversi anni", ha spiegato in un'intervista alla tv pubblica Zdf, "non ho dubbi su questi, forse saranno di piu'".
"Ritengo che potremo certamente far fronte a qualcosa come mezzo milione di profughi per diversi anni", ha spiegato in un'intervista alla tv pubblica Zdf, "non ho dubbi su questi, forse saranno di piu'".
Eggià, i Tedeschi, con la bassa
disoccupazione che si ritrovano devono trovare il modo di
depotenziare le aspettative di inflazione salariale. Devono poi
mantenere competitive le loro merci e debbono pure venderle.
Questi ex intrusi fanno al caso loro:
messi sul mercato tengono basso il costo del lavoro, quelli dotati di
capitale umano lo mettono in campo, quelli danarosi magari
addirittura investono.
Risorse insomma e, memori di come la
crescita si faccia con la spesa, ce n'è pure per dare ristoro a quei
migranti economici.
Massì. Dar da mangiare agli affamati,
vestire gli ignudi, calzare gli scalzi, epperchenno motorizzare gli
appiedati, smaltisce la sovraccapacità d'offerta che impalla le
Imprese Ue.
Tutt'insieme rassodano finanche la
leadership teutonica. Trovano ristoro addirittura le virtù
commiserevoli di quanti si accalcano a guardare.
Bella no? Se tutti fanno al meglio,
pure i Politici, la produttività vola e quando vola si genera un
mucchio di ricchezza per tutti che, spesa ne generà ancor di più.
Eggià, occorre esser prodighi per
migliorare la properità!
Sbirciando però di traverso tra i
fatti, coperti dai rumori della cronaca, tuttun'altra musica:
prodighi un cacchio!
Il governo finlandese annuncia tagli sostanziali ai benefici dei
lavoratori nel tentativo di rianimare l'economia del Paese, in
recessione negli ultimi tre anni. "Le festività lunghe,
specialmente nel settore pubblico, saranno ridotte da 38 a 30 giorni
lavorativi". Non pago punta a tagliare del 5% il costo unitario
del lavoro. Ancora il dimezzamento delle retribuzioni per il lavoro
straordinario e la riduzione dal 100% al 75% della retribuzione per
il lavoro domenicale. Verranno eliminate alcune festività retribuite
per il settore bancario mentre il primo giorno di malattia non sarà
pagato.
Telecom Italia, invece, ha in casa 3000
eccedenze professionali. La societa intende operare un taglio costi
che viene distribuito, come minor retribuzione, sui restanti 43000
dipendenti. L’accordo ha una durata di 3 anni.
Trattasi di deflazione salariale:
bella, no?*
E le tecniche così come la politiche
di reflazione che, alterando il meccanismo di formazione dei prezzi,
ingolfano l'economia mondiale?
Trattasi di inflazione dei prezzi,
tutti!
Se viene depauperato il potere
d'acquisto, ganglio vitale della produttività dell'esercizio di
consumazione, haivoglia ad esser prodighi.
Più che prodighi, predati, anzi
improduttivi.
Eia, eia, alalà: una improduttività
tira l'altra: quella del capitale, quella del lavoro, finanche quella
dello smaltimento.
Tra la crescita potenziale e quella
reale si mostra un gap. L'output gap.
Quello dell'insipienza economica fa più
di un soldo di danno.
*Dati e fatti che, seppur con
variazioni marginali, si scorgono in troppi paesi dell'Ue
Mauro Artibani
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