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martedì 18 febbraio 2020

I NONNI E I CONTI DI UN OSTE OSTAGGIO DEI CONTI

Nello stagno l’acqua ristagna. Il reddito disponibile delle famiglie italiane nel 2013 è rimasto ai livelli di 25 anni fa; l'Ufficio Studi di Confcommercio evidenzia che, in quello stesso anno, il reddito disponibile risultava pari a 1.032 miliardi di euro, rispetto ai 1.033 del 1988. Quand’oggi ancora più ristagna: olezza! Il centro studi di Confindustria, dopo sette anni e il naso chiuso al fetore, getta invece l’esca: La spesa degli over 65 è "ampia" e "in aumento": vale circa 200 miliardi di euro, quasi un quinto dei consumi delle famiglie italiane e raggiungerà il 30% nel 2050. Nell’attesa che qualcuno abbocchi, questi studiosi commentano: rispetto a un decennio fa gli anziani sono in grado di generare una domanda potenziale maggiore, crescente e diversificata anche considerato che la loro situazione reddituale e finanziaria è più solida e più stabile rispetto alle altre classi di età e ha risentito poco della lunga crisi economica. "Catturare questa domanda potenziale è un'opportunità che le imprese non possono lasciarsi sfuggire". Poi rivelano: gli over 65 si caratterizzano per un consumo pro-capite medio annuo più elevato, 15,7mila euro (contro i 12,5 per gli under 35) e un reddito medio più alto, 20mila euro (a fronte di 16mila degli under 35). Inoltre hanno una maggiore ricchezza reale pro-capite, 232mila euro (vs 110mila) e una solidità finanziaria superiore, con 1 anziano su 10 indebitato (a fronte di quasi 1 su 3 tra gli under 40). Da qui, secondo questi studiosi, gli anziani in salute rappresentano un segmento di consumatori appetibile per le imprese ed è per questo che diverse aziende stanno ritarando i propri prodotti, beni o servizi a misura di anziano. Un momento Signori, pure gli arzilli son costretti a ritarare quel loro avvizzito credito di ruolo che il tempo ha scosso. Essipperchè, esperienti di un mondo che non c’è più, sono inesperienti in quello che c’è; incassano pure più del capitale umano e sociale speso; alfin, figli del “sacrificio”, renitenti ad esser prodighi, trattengono quella spesa che fa la crescita mentre stessano, per età, quella pubblica per la sanità. Per riaccreditarsi e ritararsi investono nella famiglia; ritirano la rendita, la redistribuiscono; si tengono il comodato d’uso della casa; il resto ai figli, magari in esoso affitto e portafoglio moscio. Paghette, che alleggeriscono il portafoglio, pure a destra e a manca ai nipoti senza portafogli mentre ai bis nipoti offrono asilo in casa. Ehi del CsC, attenzione! Se le Imprese vogliono ritarare la sovraccapacità che le scrolla producendo merci a misura d’anziano rischiano, saltando da palo in frasca, di ritrovarsi ad aver ancora sovrapprodotto. No, non ve la sto tirando, anzi si. Mentre credevo di aver finito di divagare sui vostri intenti, arriva pure la smentita della ricchezza presunta affibbiata ai canuti: la Uil dice che il blocco dell’indicizzazione delle pensioni dal 2011 ad oggi ha generato "danni gravissimi e permanenti" al potere d'acquisto di milioni di pensionati. In 9 anni una pensione di 1.500 euro lordi mensili nel 2011, ha cumulato una perdita complessiva pari a 74,03 euro al mese, ossia 962,39 annui; un pensionato con un assegno di 1.900 euro lordi mensili nel 2011 ha subìto nello stesso periodo un mancato incremento di circa 1.378,83€ lordi annui. Meditate gente, meditate! Mauro Artibani, l’economaio https://www.amazon.it/s?k=mauro+artibani&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss_1

martedì 12 dicembre 2017

NONNO SVALUTATO, NONNO RIVALUTATO

L'acqua ha un valore?
Non quella del mare, è tanta, troppa; scarsa, solo 0,02% quella potabile, vale!
Già, valore dispari seppur tutteddue risorse che assolvono a delle necessità.
E i nonni?
Beh, sono tanti, altro che scarsi; portano l'esperienza di una passato ieri, ad un nuovo oggi ed ancor più nuovissimo domani, totalmente svalutata.
La "torta della nonna", fagocitata da internet svaluta la madre di mia madre.
Anziani ancor fedeli all'antico "sacrificio", proprio quello sacrificato dai nipoti all'obbligo di fare tutta la spesa che possono.
Cavolo, vita svalutata per questi nonni mal usati, dimenticati.
Vita grama insomma fino a poco fa però; poco dopo arriva l'Istat: Nel 2016 iscritti in anagrafe 473.438 bambini, oltre 12mila in meno rispetto al 2015.
Diminuiscono pure le donne in età riproduttiva.
Poi ci sono i Neet e quelli che non lo sono, con lavori precari e redditi ancor di più.
Beh e allora?
Dunque, a conti fatti questi nonni saranno ancor di più, avranno tempo per fare le tate. Non paghi, anzi, parsimoniosi hanno risparmiato per far credito ai figli e con la pensione dare la paghetta ai nipoti.
Sussidiano, insomma, per rifocillare il potere d'acquisto per i prodighi familiari che avranno da fare la spesa per fare la crescita.
Già, proprio quella che serve per creare occupazione e reddito, magari pure per aumentare le entrate fiscali che serviranno per compensare gli aumenti del costo della sanità di una società sempre più anziana.
Beh, forse come portatori di una esperienza valgono poco, per il resto moltissimo!
W allora questi nuovissimi valorosi nonni, per l'eternità!